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Contratto di rete: ecco come beneficiare delle agevolazioni fiscali

Posted by: redazione | Posted on: aprile 22nd, 2011 | 0 Comments

a cura del dr. Leonardo LasalaN.D.B.C. srl (Area Direzionale)

Nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate (numero 15/E del 14 aprile 2011) sul tema del contratto di rete. La circolare definisce alcuni aspetti molto importanti e riepiloga in maniera minuziosa l’argomento.  Analizziamo dunque gli aspetti più importanti.

FONDAMENTO GIURIDICO

Il contratto di rete trova il suo fondamento nei comma 4-ter e 4-quater dell’articolo 3 del decreto-legge 5/2009, convertito con modificazioni dalla legge  33/2009.  Ulteriori modifiche (di tipo civilistico) sono state apportate dalla legge 122/2010 del 30 luglio sostituendo i comma 4-ter 4-quaterdell’articolo 3 del D.L datato 2009, e prevedendo un’agevolazione fiscale in favore delle imprese aderenti a un contratto di rete, subordinando il tutto ad una esplicita autorizzazione dell’UE.

La Commissione Europea ha successivamente sancito un principio importante: ai sensi dell’art.107 paragrafo I del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, l’agevolazione per il contratto di rete prevista in Italia, non è da considerarsi aiuto di Stato.

CONTATTO DI RETE E MECCANISMI REGOLAZIONE

In definitiva dunque con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescereindividualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. Elemento essenziale del contratto è il c.d. “programma comune di rete”, sulla base del quale gli imprenditori si obbligano a collaborare in forme e ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale commerciale tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.
Il contratto di rete, inoltre, può anche prevedere l’istituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Attenzione: anche se l’istituzione del fondo comune, non ha obbligatorietà nel dettato normativo, la stessa assume valenza ed obbligatorietà ai fini della possibilità di usufruire della agevolazione fiscale.
A parere di chi scrive, si ribadisce (anche dalla lettura della circolare dell’Agenzia delle Entrate) un principio fondamentale: il programma di rete deve prevedere in maniera espressa i seguenti elementi:
  1. enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante;
  2. le modalità di realizzazione dello scopo comune
  3. qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune, la misuracriteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare al fondo nonché le regole di gestione del fondo medesimo.
IL MECCANISMO AGEVOLATIVO

Veniamo dunque alla domanda più importante: in che cosa consiste questa agevolazione concessa ? Secondo quando definito dalla circolare in oggetto la norma agevolativa istituisce un regime di sospensione di imposta sugli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma stesso, che abbia ottenuto la preventiva asseverazione da parte degli organismi abilitati.
Il regime di sospensione d’imposta cessa nell’esercizio in cui la riserva è utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite, salvo il verificarsi di eventi interruttivi della sospensione.
L’agevolazione si applica agli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva a partire dal periodo di imposta in corso e fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012.  Ovviamente ulteriori stanziamenti che dovessero essere previsti dal Governo, modificheranno in corsa le valutazioni.
Valutiamo dunque quali sono i requisiti previsti per beneficiare dell’agevolazione fiscale.  Sin da subito possiamo individuare dei presupposti oggettivi , quali:
  • adesione al contratto di rete;
  • accantonamento e destinazione dell’utile dell’esercizio. Sino al periodo di imposta in corso 31 dicembre 2012 le imprese aderenti a un contratto di rete, per accedere all’agevolazione, devono accantonare ad apposita riserva una quota degli utili di esercizio destinandoli al fondo patrimoniale comune per realizzare gli investimenti previsti dal programma comune di rete, che abbia ottenuto la preventiva asseverazione da parte degli organismi abilitati.
  • asseverazione da parte degli organismi abilitati espressione dell’associazionismo imprenditoriale, muniti dei requisiti previsti con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il riferimento è dunque per gli organismi espressi dalle Confederazioni di rappresentanza datoriale rappresentative a livello nazionale presenti nel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro

Tutti i presupposti oggettivi devono sussistere al momento della fruizione della agevolazione (con una eccezione che vedremo in seguito relativa al primo anno).

Veniamo ora ai soggetti beneficiari.  Possono accedere all’agevolazione sia le imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete, sia le imprese quelle hanno aderito a un contratto di rete già esistente, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dalla tipologia di attività svolta o dal settore economico di riferimento, nonché dalla localizzazione territoriale.  Sono ammesse sia le imprese residenti, sia le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di imprese non residenti.

Per le realtà in contabilità semplificata, possono accedere all’agevolazione integrando scritture contabili (previste dall’articolo 2217 comma II codice civile), con apposito prospetto da cui dovranno risultare la destinazione a riserva dell’utile d’esercizio.

La normativa di agevolazione fiscale prevede ovviamente regole precise anche in termini di pubblicità.  Il contratto infatti deve essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata (comma 4-ter); lo stesso è  soggetto a iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante. Per ciò che concerne l’efficacia la stessa inizia a decorrere da quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari” (comma 4-quater).

Sempre in termini di fruizione dell’agevolazione fiscale, la circolare dell’Agenzia delle Entrate, evidenzia come gli utili destinati al fondo patrimoniale comune trovino espressione in bilancio in una corrispondente riserva, di cui viene data informazione in nota integrativa. Gli stessi sono vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete. Ovviamente l’obbligo di dare informazione in nota integrativa dell’esistenza della riserva è previsto solo per i soggetti tenuti per legge alla redazione della stessa; gli altri soggetti non sono tenuti a ulteriori adempimenti.

La norma prevede un massimale pari ad 1.000.000,00 di euro , come importo massimo che può non concorrere alla formazione del reddito di impresa.  Tale sbarramento si applica per singola impresa, anche se aderisce a più di un contratto di rete, e per ciascun periodo d’imposta in cui è consentito l’accesso all’agevolazione.

Un ulteriore aspetto determinante, chiarito dalla circolare in oggetto è l’aspetto “investimenti“.  Il comma 2-quater dell’articolo 42 del decreto prevede che gli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale comune siano vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete, preventivamente asseverato. Nella realizzazione di detti investimenti, possano considerarsi ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto o l’utilizzo di beni (strumentali e non) e servizi, nonché per l’utilizzo di personale, anche quelli messi a disposizione da parte delle imprese partecipanti. Sarà tuttavia onere delle stesse, dimostrare anche con documentazione amministrativa e contabile, che i predetti costi siano stati sostenuti per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete asseverato. Attenzione: gli investimenti previsti dal programma comune di rete devono essere realizzati “entro l’esercizio successivo a quello in cui è assunta la delibera di accantonamento degli utili dell’esercizio“. La finalità di questo limite è chiara: vincolare gli utili in sospensione di imposta al programma di rete.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce un aspetto molto importante: la norma non impone anche l’obbligo di realizzare tutti gli investimenti previsti dal programma comune di rete asseverato entro l’esercizio successivo.  Dunque fermo restando l’impiego entro il termine indicato degli utili per i quali è accordato il beneficio della sospensione da imposizione, il timing di realizzazione degli investimenti è comunque quello previsto dal programma comune di rete asseverato.

LA FRUIZIONE DEL FAVOR FISCALE

L’agevolazione opera ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES), con esclusione quindi dell’IRAP . La stessa può essere fruita “esclusivamente” in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili accantonati, senza incidere sul calcolo degli acconti dovuti per il medesimo periodo di riferimento.

Gli acconti dovuti per il periodo d’imposta successivo devono essere determinati secondo le modalità ordinarie, al lordo dell’agevolazione, assumendo, cioè, come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe applicata in assenza delle disposizioni agevolative. Gli eventuali versamenti in acconto, che risultassero eccedenti al momento di determinazione del saldo per effetto dell’applicazione del regime di sospensione di imposta, generano per il contribuente un credito IRPEF/IRES utilizzabile secondo le modalità ordinarie.

MODALITA’ OPERATIVE

La comunicazione deve essere presentata dalle imprese interessate all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, in riferimento a ciascuno dei periodi d’imposta interessati dall’agevolazione.

Le imprese con esercizio a cavallo dell’anno solare presentano la comunicazione entro i medesimi termini anche se l’esercizio di riferimento non è ancora chiuso.

Al fine della ripartizione delle risorse, nel rispetto del limite degli stanziamenti, il provvedimento prot. n. 2011/31139 del 14 aprile 2011 precisa che l’Agenzia delle Entrate determina la percentuale massima del risparmio di imposta spettante a ciascuna impresa sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del risparmio d’imposta complessivamente richiesto, ossia con metodo proporzionale.

Attenzione: la variazione in diminuzione del reddito d’impresa non dovrà comportare un risparmio d’imposta effettivo, comprese le addizionali regionali e comunali (ove applicabili), superiore all’importo risultante dall’applicazione della suddetta percentuale al risparmio d’imposta indicato nella comunicazione validamente presentata all’Agenzia.

Per il primo anno di applicazione dell’agevolazione sarà possibile ottenere l’asseverazione entro il 30 settembre 2011, termine di presentazione del modello UNICO 2011, in cui deve essere indicata l’agevolazione.  Sempre per il primo anno di applicazione dell’agevolazione, fermo restando l’accantonamento degli utili d’esercizio ad apposita riserva, sarà consentito stipulare il contratto di rete, eseguire l’iscrizione nel registro delle imprese e ottenere l’asseverazione del programma comune di rete entro il 30 settembre 2011, termine di presentazione del modello UNICO 2011 in cui deve essere indicata l’agevolazione.

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