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Contratto di rete: valutazioni fiscali e normativa

Posted by: redazione | Posted on: febbraio 24th, 2011 | 1 Comments

a cura del dr. Leonardo LasalaN.D.B.C. srl (Area Direzionale)

Ritorniamo ( in merito si veda precedente articolo cliccando qui) sul tema molto interessante del contratto di rete.  L’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in merito con la circolare n. 4E del 2011 (clicca qui) .

Proviamo a sintetizzare i passaggi principali, fissando in questo approfondimento la nostra attenzione sugli aspetti fiscali.

La disciplina sulle reti d’impresa è stata originariamente introdotta dall’ articolo 3, commi da 4-ter a 4-quinquies, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.
L’articolo 42 del decreto sul piano fiscale, interviene con i comma da 2-quater a 2-septies, che istituiscono, in favore delle imprese che sottoscrivono o che aderiscono a un contratto di rete, una misura agevolativa a carattere temporaneo, subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Il comma 2 dell’articolo 42 prevede vantaggi  fiscali, amministrativi e finanziari, nonché la possibilità di stipulare convenzioni con l’A.B.I. nei termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle  finanze. Viene dunque ribadito un favor fiscale verso questa tipologia di contratto.
L’agevolazione fiscale è prevista in favore delle imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete e consiste in un regime di sospensione di imposta di  cui possono fruire gli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal programma comune, preventivamente  asseverato.  Il beneficio è subordinato alla espressa destinazione delle somme accantonate al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare per  realizzare entro l’esercizio successivo gli investimenti previsti dal programma di  rete.
Gli utili che non concorrono alla formazione del reddito non possono  eccedere, in ogni caso, il limite di euro 1.000.000,00 per ciascuna impresa, nonché per  ciascun periodo d’imposta in cui è consentito l’accesso all’agevolazione, fermo  restando il limite stabilito dal comma 2-quinquies  pari a 20 milioni di euro per  l’anno 2011 e 14 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012  e  2013.
Il regime di sospensione di imposta cessa, e quindi gli utili accantonati  concorrono alla formazione del reddito, nell’esercizio in cui la riserva è utilizzata  per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio ovvero in cui viene meno  l’adesione al contratto di rete.
Il beneficio fiscale opera esclusivamente in sede di versamento  del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare. Per il periodo d’imposta successivo, l’acconto delle  imposte dirette è calcolato assumendo come imposta del periodo precedente quella  che si sarebbe applicata in mancanza delle previsioni di cui al comma 2-quater.
Attenzione: l’agevolazione spetta esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi e non opera ai fini dell’IRAP.
Una ulteriore precisazione è espressamente formulata nella circolare:  l’adesione al contratto di  rete non comporta  l’estinzione, né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all’accordo in questione, né l’attribuzione di soggettività tributaria alla  rete risultante dal contratto stesso.


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