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Contributi per conciliazione vita familiare e professionale: opportunità per le aziende

Posted by: redazione | Posted on: luglio 10th, 2011 | 0 Comments

In base all’articolo 9 della legge 8 marzo 2000 n. 53 il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri eroga contributi in favore di aziende che intendano realizzare in favore dei propri dipendenti azioni positive orientate alla conciliazione tra vita professionale e vita familiare, con l’obiettivo di introdurre nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro o servizi capaci di qualificare l’azienda come family friendly.
Le aziende più interessate all’attivazione di progetti di conciliazione finanziati tramite l’art. 9 della legge 53/2000 sono essenzialmente  di piccola e di media dimensione e manifestano una netta preferenza per le azioni finalizzate a flessibilizzare l’orario o l’organizzazione del lavoro.
In base alla numerosità dei progetti finanziati, gli strumenti di flessibilità più richiesti dalle aziende si rivelano, nell’ordine: part-time reversibile,  telelavoro, banca delle ore, orario flessibile, flessibilità sui turni, orario concentrato.
La maggioranza di beneficiari è interessata da progetti misti, che combinano insieme una pluralità di interventi: è su questo tipo di progetti che si misurano in genere le grandi aziende che, con un unico finanziamento, mirano a soddisfare le molteplici esigenze di conciliazione del proprio personale. Per quanto concerne, invece, i progetti articolati su un’unica tipologia di azione i beneficiari si concentrano su progetti di flessibilità o finalizzati all’introduzione di servizi innovativi (ludoteche, baby parkng, servizi di navetta aziendale da e per la scuola, baby sitting/assistenza per anziani a domicilio).
Perché promuovere la conciliazione? La risposta è semplice e diretta. Esistono diversi plus: migliore immagine aziendale, maggiore senso di appartenenza e condivisione di valori culturali, maggiore capacità di attrarre e mantenere talenti, maggiore motivazione ed efficienza del personale in servizio, maggiore creatività dei dipendenti, migliore qualità del servizio offerto e maggiore soddisfazione dei clienti esterni, minore  tasso di ricambio della manodopera, minori tassi di assenteismo e costi di azioni legali
Veniamo alla ripartizione delle risorse tra tipologie progettuali. La normativa prevede:
– comma 1 (lavoratori dipendenti): 90%
– comma 3 (soggetti autonomi): 10%
Importi massimi finanziabili:
– comma 1: € 500.000
– comma 3: € 35.000
Modalità di erogazione del contributo:
– anticipo (previa fideiussione): 40%
– saldo: 60%
Per supporto è possibile contattare lo staff della N.D.B.C. srl al seguente indirizzo info(at)ndbc.it   [sostituire (at) con @ – misura antispam]

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