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Danno erariale nella P.A. per la mancata verifica delle anomalie bancarie

Posted by: redazione | Posted on: febbraio 10th, 2013 | 0 Comments

Articolo pubblicato dalla Rivista Fanpage.it  e realizzato da Leonardo Lasala –  Amm. Unico N.D.B.C. srl  

In questi ultimi mesi è scoppiato in tutta la propria drammaticità il problema relativo al difficile rapporto tra Banca ed Impresa. Tantissime le realtà aziendali incapaci di sostenere gli oneri bancari ed altrettanto ripetute e ricorrenti le attività di recupero di quanto spesso trattenuto in maniera indebita dalle Banche con problematiche quali usura bancaria ed anatocismo.

Il nucleo della discussione è sempre lo stesso: la sudditanza psicologica che accompagna la piccola impresa (e spesso anche la grande realtà ) nei confronti degli Istituti Bancari è il più grande limite del nostro sistema imprenditoriale. Abbiamo oggi gli strumenti giuridici che consentono il recupero di eventuale maltolto: la legge 108/96 in termini di “Disposizioni in materia di usura” è un vero e proprio caposaldo di tutta la disciplina. Eppure….c’è chi ancora è titubante nell’analisi del proprio conto corrente, di un mutuo, di un derivato o anche di un leasing.

C’è tuttavia da chiedersi come possa essere giudicata questa possibile sudditanza nel caso in cui protagonista sia una società in house (pubblica) o un Ente. Un Dirigente che abbia riserve o remore all’analisi dei conti dell’Ente rappresentato e che non tuteli le casse comuni nei confronti dell’Istituto , non commette un vero e proprio illecito tale da sfociare nel danno erariale ? La questione è molto seria: quanti Enti Pubblici, Società partecipate, Consorzi, Comunità Montane , Provincie, Regioni e Comuni hanno conti ed affidamenti con Istituti di Credito sui quali non è mai stato realizzato alcun controllo ? Con l’evidenza oramai pubblica di un problema nel conteggio di spese ed oneri da parte di diversi Istituti Bancari, come può un rappresentante della res pubblica non porsi il dubbio che anche sui contratti bancari sottoscritti (e spesso frutto di movimenti milionari ) non vi siano diritti tutelabili nei confronti degli Istituti ?

Come affermato dall’avvocato Iaselli in un articolo su Altalex ” il danno erariale consiste nel danneggiamento o nella perdita di beni o denaro (danno emergente) prodotto alla propria o ad altra amministrazione (art. 1, quarto comma, L.n. 20/1994), o nel mancato conseguimento di incrementi patrimoniali (lucro cessante), così come disposto dall’art. 1223 c.c. Nel caso di concorso di colpa dell’Amministrazione è prevista una diminuzione del risarcimento secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono scaturite (art. 1227 c.c.) “. Il superamento del tasso soglia per l’usura bancaria è un dato certo. L’anatocismo (soprattutto in epoca ante 2000) è un ulteriore dato certo.

Quanti comuni potrebbero addirittura “finanziare” la propria spesa pubblica attraverso il recupero delle anomalie bancarie ? L’interrogativo è lanciato. Ai Rappresentati della Res Pubblica l’auspicata controprova.

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