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Trasparenza bancaria: il cliente tutelato dagli esposti alla Banca d’Italia

Posted by: redazione | Posted on: giugno 12th, 2013 | 0 Comments

Editoriale pubblicato dal quotidiano +Economia.it  e realizzato da Leonardo Lasala –  Amm. Unico N.D.B.C. srl

La trasparenza bancaria è oggi utopia. Quando il rapporto tra Impresa ed Istituti di Credito passa dalla pagina di Economia di un quotidiano a quella di cronaca, con una sistematicità nazionale ripetuta, si dispone di un chiaro indice che pone in evidenza evidenti default del sistema.
Come in tutti i grandi problemi irrisolti italiani, la legge sulla trasparenza esiste (Legge 154/92) ed è ricordata in tutti gli Istituti Bancari con evidenti locandine e manifesti. Il vero peccato è che questa logica “open” resti meramente sulla carta, venendo poi a mancare negli aspetti concreti.
Prendiamo un esempio lampante: quale è il tasso reale applicato ad ogni operazione creditizia? Quanti sanno che il tasso reale è quello che comprende anche interessi, oneri e spese applicate (famoso Tasso Effettivo Globale o TEG)?

Come pubblicato sul sito di Bankitalia la Commissione Europea ha modificato le ipotesi di calcolo del tasso effettivo globale previste dall’allegato I alla direttiva 2008/48/CE sui contratti di credito ai consumatori. Per ciò che concerne le aperture di credito verrà calcolato un unico Tasso Effettivo Globale. Ai fini del calcolo del TEG continuano a essere inclusi i canoni periodici e le altre spese fisse relative ai conti a servizio esclusivo del finanziamento, i costi di gestione del conto corrente funzionali all’utilizzo del finanziamento nonché i costi relativi ai pagamenti e ai prelievi connessi con l’erogazione o con il rimborso del credito.
In Italia la legge 108/96 in tal senso è chiarissima recitando all’art. 1 “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito” .

Ora sarebbe interessante capire perché in qualsiasi comunicazione bancaria (anche pubblicitaria) viene pubblicizzato il tasso nominale e non quello effettivo. Dove è in tal caso la trasparenza?
Continuiamo con le domande: a chi spetta intervenire? Secondo l’art. 47 della Costituzione “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. L’intero sistema di regolamenti e controlli è affidato dalla legge affida a Banca d’Italia, in collaborazione con altre autorità pubbliche, quali il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio, la Consob, l’Isvap, l’Antitrust e la Covip. Ma i controlli avvengono sempre e soltanto dopo l’apertura di un contenzioso. C’è da chiedersi a questo punto quale senso può avere un controllo effettuato ex post e non ex ante.

Ecco che emerge il valore degli esposti compiuti dal Cliente proprio presso la Banca d’Italia che è tenuta ad intervenire per ripristinare la regolarità del rapporto. Sul sito della Banca Centrale è previsto un apposito indirizzo http://www.bancaditalia.it/vigilanza/relazioni-int-clienti/esposti attraverso cui è possibile inoltrare segnalazioni per comportamenti arbitrariamente scorretti.
Ogni Cliente, soprattutto se business, dovrebbe controllare il proprio tasso effettivo globale trimestrale, confrontandolo con il tasso soglia, ossia il tasso limite che ogni trimestre indica la soglia usura. Nel caso in cui il tasso effettivo applicato supera quanto previsto dalla legge è prevista la possibilità del recupero per il Cliente di tutto quanto addebitato in maniera erronea dalla banca, con recupero anche (per ogni trimestre usuraio) di quanto pattuito per quel periodo contrattualmente.

Soltanto attraverso una dura lotta del Cliente/consumatore e soprattutto delle piccole e medie imprese, vessate dal sistema bancario oltre ogni più ragionevole limite possibile, sarà possibile ripristinare un paritario rapporto rispettoso di quanto previsto dalla legge e dalle pattuizioni sottoscritte. La tutela del diritto si realizza anche attraverso la richiesta di intervento delle Autorità Competenti. In assenza di trasparenza appare indispensabile l’avvio di potenziali contenziosi per il recupero dei capitali degli imprenditori.

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