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Il valore dei contratti bancari: in assenza si parte dal saldo zero

Posted by: redazione | Posted on: dicembre 26th, 2012 | 0 Comments

 a cura del dr. Leonardo Lasala  – Consulente N.D.B.C. srl 

Nei contenziosi tra Istituto Bancario e Cliente, troppo spesso viene marginalizzato l’aspetto relativo alla documentazione, che resta il punto di riferimento prioritario in qualsiasi determinazione.  Qualsivoglia conteggio da parte di CTP deve dunque partire dalla valutazione della documentazione disponibile e da quella posseduta dall’Istituto.  Un esempio palese dell’importanza dei documenti è il c.d. “saldo zero”. 

Soltanto la produzione degli estratti conto a partire dell’apertura del rapporto consente l’integrale ricostruzione dei rapporti di dare ed avere tra le parti: è questo un principio sancito dalla Cassazione il 10.05.2007  n.10692 che di fatto smantella la prassi bancaria connessa all’indebito sgravio di responsabilità in merito alla documentazione a supporto della propria posizione di credito nei confronti del Cliente.   

E’ evidente dunque come dove l’Istituto Bancario non produca gli estratti conto, idonei a giustificare la pretesa creditoria,  risulti possibile calcolare i rapporti di dare ed avere partendo da saldo zero, non potendo la Banca provare un saldo differente veritiero ossia non viziato. 

In tal senso punto di riferimento è la sentenza 2262 del 9 Aprile 1984 della Corte di Cassazione secondo cui ” il momento iniziale del termine prescrizionale decennale per il reclamo delle somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, come già ha ritenuto questa Corte sia con riferimento al deposito bancario regolato in conto corrente”. E’ bene ricordare che  i contratti bancari di credito con esecuzione ripetuta di più prestazioni, sono contratti unitari. Ciò implica che essi danno luogo ad un unico rapporto giuridico, pur se articolato in più atti esecutivi che determinano solo variazioni quantitative dell’unico originario rapporto costituito tra banca e cliente (Cass. 30/04/1969 n. 1392 e 25/07/1972 n. 2545).

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