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Decreto sviluppo e incentivi assunzioni: ecco cosa prevede le norma

Posted by: redazione | Posted on: maggio 17th, 2011 | 0 Comments

Grande attesa per il Decreto per lo Sviluppo ed in particolare per la misura che prevede incentivi per la assunzioni di lavoratori nel Mezzogiorno.

Il riferimento è agli incentivi sotto forma di credito d’imposta alle imprese ubicate nel Mezzogiorno che, nei successivi 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto, andranno ad assumere a tempo indeterminato lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati”.
La definizione di lavoratore svantaggiato è contenuta nell’art.2, comma 18, Regolamento 800/2008/CE, secondo rientra in tale categoria:
  • chi non ha impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale;
  • chi ha superato i 50 anni di età;
  • chi vive solo con una o più persone a carico;
  • chi è occupato in settori con elevato tasso di disparità uomo-donna, se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
  • chi è membro di una minoranza nazionale.

Per questa tipologia di lavoratori,  è previsto un  credito d’imposta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei 12 mesi successivi all’assunzione

Ricordiamo che sono invece lavoratori molto svantaggiati, secondo quanto definito dall’art. dell’art.2, comma 19, Regolamento 800/2008/CE, i lavoratori privi di lavoro da almeno 24 mesi. In questo specifico caso è previsto un incentivo pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei 24 mesi successivi all’assunzione.
Altro punto nodale è quello relativo al famoso incremento occupazionale ossia alla condizione oggettiva che determina la possibilità di usufruire del beneficio. Questo  viene calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei 12 mesi precedenti all’anno dell’entrata in vigore del decreto.
Il diritto a fruire del credito d’imposta viene meno se:
  • il numero complessivo di dipendenti è inferiore o pari a quello annuale di riferimento;
  • i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di 3 anni (2 anni nel caso di piccole e medie imprese);
  • nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva, in materia di lavoro dipendente, per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a 5.000 euro;
  • nei casi in cui vengano commesse violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori ovvero siano emanati dalla magistratura, contro il datore di lavoro, provvedimenti definitivi per condotta antisindacale.
Attenzione:  il credito d’imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi e potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione entro tre anni dalla data di assunzione.
La norma non sembra premiare le piccole e  medie imprese. Le finalità connesse al rispetto teorico dei parametri europei in tema di agevolazioni, non ha consentito di prendere in considerazione le reali esigenze delle imprese italiane, che attendono incentivi sull’occupazione non soltanto come strumento di competitività reale, ma soprattutto per usufruire di giovani leve in possesso di skill importanti che oggi navigano nel mondo del sommerso.

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