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Investimenti innovativi: contributi per le imprese in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria

Posted by: redazione | Posted on: dicembre 5th, 2010 | 0 Comments

Invitalia , attraverso apposito incarico del Ministero dello Sviluppo Economico sostiene  programmi di investimento di imprese nuove o già avviate attraverso un pacchetto di strumenti tra essi complementari, in grado di incrementare la competitività delle aziende. Tra le misure proposte molto interessante è quella relativa all’agevolazione dei programmi di investimento per l’industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale, pubblicato sulla GURI n. 213 dell’11 settembre 2010.

I programmi di investimento devono essere proposti da Pmi  e grandi imprese che prevedano la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di unità produttive esistenti, la diversificazione della produzione di un’unità produttiva in nuovi prodotti/servizi aggiuntivi, il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente. L’importo complessivo delle spese ammissibili di ciascun programma deve essere compreso tra 1,525 milioni di euro.

Ciascun programma deve riguardare un’unica unità produttiva. Rientrano nel finanziamento i programmi finalizzati all’industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca industriale e/o di sviluppo sperimentale riguardanti:

  • l’intero settore manifatturiero (attività di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007)
  • attività di produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore, di cui alle classi 35.1 e 35.3 della classificazione delle attività economiche ATECO 2007, limitatamente agli impianti alimentati da fonti rinnovabili o che concorrono all’incremento dell’efficienza energetica e al risparmio energetico, con potenza non superiore a 50 MW elettrici
  • attività di servizi elencate nell’allegato n. 1 al DM (alcune attività professionali, scientifiche e tecniche, ambientali, di magazzinaggio, R&S, informatica e telecomunicazioni).

Per attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, secondo quanto previsto dalla Disciplina Comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione n. 2006/C 323/01, si intendono quelle rispettivamente volte:

acquisizione di nuove conoscenze da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Tali attività comprendono la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi indicati al punto successivo;

concretizzazione dei risultati della ricerca industriale mediante le fasi di progettazione e realizzazione di progetti pilota e dimostrativi, nonché di prototipi, finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi ovvero ad apportare modifiche sostanziali a prodotti e processi produttivi, purché tali interventi comportino sensibili miglioramenti delle tecnologie esistenti. Rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi, così generati, dai costi ammissibili. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.

Le agevolazioni sono concesse in forma di:

finanziamento agevolato della durata massima di 8 anni – oltre un periodo di preammortamento commisurato alla durata del programma – a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento

contributo a fondo perduto in conto impianti, ovvero contributo alle spese per consulenze e canoni di leasing.

I soci dell’impresa beneficiaria devono in ogni caso:

fornire idonee garanzie ipotecarie e/o bancarie;

apportare mezzi finanziari pari ad almeno il 25% dell’investimento.

Lintensità massima delle agevolazioni nel rispetto dei limiti previsti dalla Carta degli aiuti a finalità regionale della Commissione europea, è pari a 50% ESL per le piccole imprese, 40% ESL per le medie impres e 30% ESL per le grandi imprese.

La misura del finanziamento agevolato, in percentuale delle spese ammissibili, è pari al: 25% per le piccole imprese, 35% per le medie imprese e 45% per le grandi imprese.

L’attività istruttoria riguarda:

  • la solidità patrimoniale e finanziaria dell’impresa richiedente
  • la validità tecnica del programma
  • il piano finanziario per la copertura degli investimenti e delle spese relative alla normale gestione
  • l’ammissibilità degli investimenti indicati dall’impresa
  • la determinazione dell’agevolazione concedibile.

Possibile presentare le domande a partire dal giorno 11 dicembre 2010. Attenzione il bando presenta struttura a sportello, dunque la chiusura della presentazione istanze è fissata al terminare dei fondi.

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