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IV conto energia: convenienza non sempre garantita sui grandi impianti

Posted by: redazione | Posted on: maggio 29th, 2011 | 0 Comments

Grande caos informativo sul famoso IV conto energia, pacchetto di incentivi nazionale, diretto alle energie alternative ed in particolare al fotovoltaico. Proviamo a chiarire gli aspetti più importanti della questione, evitando una serie di incomprensioni che sono evidenti nei quesiti degli imprenditori formulati nelle ultime settimane.
Partiamo da un aspetto prioritario: gli incentivi sul fotovoltaico di IV generazione, hanno il proprio riferimento normativo nel DM 5/05/2011. Ricordiamo che gli ultimi due provvedimenti che prevedono incentivi per il fotovoltaico sono :
  • secondo conto energia: DM 19/02/2007;
  • terzo conto energia: DM 06/o8/2010.

Con il Dlgs n. 28/2011, viene abrogato quanto previsto dal DM 06/08/2010 a causa del raggiungimento con largo anticipo dei limiti di capacità ritenuta incentivabile.

Il dettato normativo prevede una sorta di legame tra quanto previsto sino ad ora e una serie di novità di rilevante interesse.

Gli impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2011 al 31 maggio 2011, se non ricadono nel meccanismo del salva-Alcoa, ricevono gli incentivi del terzo conto energia. Come sottolineato da diversi tecnici, per ciò che concerne l’applicazione del III conto energia si è determinata anche una riduzione di tariffa dal 1° maggio 2011 (attenzione la tariffa del secondo quadrimestre si applica solo agli impianti entrati in esercizio a maggio).
Gli impianti che entreranno in esercizio dopo il 1° giugno 2011 ed entro il 31 dicembre 2012 riceveranno gli incentivi del quarto conto energia (sempre che non rientrino anch’essi nel salva-Alcoa).
Gli impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016 riceveranno delle tariffe applicabili nell’ambito del quarto conto energia dopo il periodo transitorio 2011-2012.
Un punto importante è la distinzione tra grandi e piccoli impianti. Rientrano nei grandi impianti:
  • gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza superiore a 1000 kW;
  • gli altri impianti fotovoltaici con potenza superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto.
Gli impianti fotovoltaici di qualsiasi potenza realizzati su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto legislativo n. 165 del 2001 non sono considerati grandi impianti.
Una riflessione strategica in tal senso è quella effettuata dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, diretto dal prof. Chiesa. Secondo quanto rilevato dagli studiosi << Il calo della tariffa incentivante è graduale ma significativo. Prendendo ad esempio il diffuso impianto da 3 kW si vede che da un tariffa di 0,39euro/kWh a giugno 2011 si scende e nel secondo semestre 2012 a 0,25 euro/kWh. Il calo degli incentivi è inversamente proporzionale al crescere della taglia di impianto. Per gli impianti di grande taglia si passerà nel medesimo intervallo temporale da 0,26 euro/kWh a 0,13 con una decurtazione della metà. Sostanzialmente il taglio medio è stato del 25%, composto da un taglio del 21% per impianti su edifici fino a 1MW e a terra fino a 200KW, mentre per i grandi impianti il taglio e di circa il 30%.>>
Sono evidenti dunque delle riflessioni sul IV conto energia e sulle opportunità per le imprese.  Gli impianti più piccoli sicuramente avranno una capacità di resa economico-finanziaria superiore.
Vantaggio burocratico avrà chi riuscirà a rientrare nella scadenza del 31 agosto (impianti grandi) visto che sarà possibile “saltare” l’iscrizione al registro , che non appare per nulla semplice.  Per definire la convenienza maggiore o minore di un impianto, andrà verificato il fattore “autoconsumo”.  Importante anche il riferimento al premio legato al made in UE dell’impianto e la nuova disposizione che riguarda gli inverter , per cui esiste un processo di indubbia innovazione tecnologica.

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