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Operazioni intracomunitarie: dal 28 febbraio al via il registro VIES

Posted by: redazione | Posted on: febbraio 7th, 2011 | 0 Comments

a cura dello Studio LasalaPartner N.D.B.C. srl

Operativo dal 28 febbraio 2011 la banca dati VIES in cui dovranno essere iscritti tutti i soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie . Il riferimento normativo al provvedimento va ricercato nel provvedimento del 29 dicembre 2010 con la quale l’Agenzia delle Entrate ha completato l’attuazione delle norme tese ad impedire le frodi in materia di IVA introdotte dal DL 78/2010, definendo i criteri e le modalità per l’abilitazione comunitaria della partita IVA.

Proviamo a definire meglio i confini della norma. Chi intende effettuare operazioni in ambito comunitario e dunque acquisti e vendite di beni ai sensi del DL 331/1993, deve iscriversi nel nuovo database. Esclusa dall’obbligatorietà della norma, in maniera espressa, la fornitura di servizi.

La normativa distingue espressamente tra soggetti che sono già in possesso della partita Iva e coloro che non lo sono.  Per i primi è prevista l’opportunità di presentare apposita istanza all’Agenzia delle Entrate. All’interno di questa macro-categoria occorre distinguere chi ha già presentato elenchi Intrastat per beni o servizi nel 2009 e nel 2010, e coloro che non hanno presentato alcun elenco.
Chi ha presentato sia elenchi Intrastat 2009 e 2010, che dichiarazione IVA 2010 per l’anno 2009, è incluso di “diritto” nell’elenco VIES. In caso conrario entro il  28/02/2011,  occorre presentare istanza di autorizzazione. Entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza l’Agenzia delle Entrate verifica che i dati forniti siano completi ed esatti e procede anche ad effettuare una prima valutazione preliminare del rischio.
In caso negativo l’Agenzia provvederà ad emettere un provvedimento di diniego (impugnabile davanti alle commissioni tributarie provinciali di competenza).

Per i soggetti che invece iniziano un’attività ex novo, dovranno manifestare l’intenzione di effettuare operazioni comunitarie mediante compilazione del quadro I della dichiarazione di inizio attività (Modelli AA/7 o AA/9) prevista dall’art. 35 DPR 633/72.
Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, l’Agenzia delle Entrate verifica l’esattezza della documentazione autorizzando (o meno) ad effettuare operazioni intracomunitarie. Durante questi 30 giorni il soggetto richiedente si deve astenere dall’effettuare operazioni intracomunitarie. Dal trentunesimo giorno l’operatore potrà constatare l’avvenuta iscrizione e conseguente abilitazione attraverso il sistema di interrogazione delle partite IVA comunitarie.

Il provvedimento del 29 dicembre 2010 dispone che chi non è autorizzato ad effettuare operazioni intracomunitarie, perché è fuori dall’elenco dell’archivio informatico, deve considerarsi sospeso come soggettività attiva e passiva e dunque non potrà considerare l’eventuale acquisto come intracomunitario adottando il reverse change ma piuttosto dovrà assolvere l’Iva nel Paese di acquisto del bene. Stesso discorso per le vendite.

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