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Usura bancaria? Con la legge 108/96 possibile recuperare quanto trattenuto dalle banche

Posted by: redazione | Posted on: ottobre 7th, 2012 | 0 Comments

a cura di Leonardo Lasala – Consulente N.D.B.C. srl

La legge 108/96 consente ad ogni cliente di qualsivoglia Istituto Bancario, di verificare il rispetto da parte della banca dei “tassi soglia”.  Molti imprenditori non prendono in considerazione l’idea dell’usura, confrontando erroneamente il tasso applicato dalla banca con quello stabilito trimestralmente dalle autorità competenti e pubblicato da Banca d’Italia. In realtà va considerato il tasso globale applicato dall’istituto ossia quello comprensivo di tutte le remunerazioni connesse al finanziamento a qualsiasi titolo percepite.  Entra così in gioco il concetto di “tasso soglia” ossia di limite massimo di tasso globalmente applicabile dalla banca.

Vanno dunque considerati gli interessi passivi, la famosa commissione di massimo scoperto, tutte le spese applicate a vario titolo e la mediazione dell’eventuale professionista (mediatore).  

Vediamo ora come può un imprenditore mediamente “affidato” difendersi dai casi di usura.  L’art. 4 della legge 108/96 afferma che in caso di interessi usurari , la clausola e nulla e dunque gli stessi non sono dovuti.  Attenzione: non ci riferiamo ai soli interessi, ma a tutte le spese. Dunque per il correntista a norma di legge è possibile richiedere TUTTE LE SPESE ADDEBITATE DALL’ISTITUTO (e non solo quelle relative agli interessi usurari). Ovviamente il tutto va comprovato da apposita perizia tecnica e deve essere sancito dal giudice che può intervenire sulla questione.

E’ possibile dunque difendersi dalle banche, ma una sommatoria di scarsa conoscenza della norma, leggerezza, paura di incrinare il rapporto con la banca, spesso non consentono all’imprenditore di far valere i propri diritti.  Questo è l’errore più grande. Ricordiamo che è possibile intervenire per richiedere all’Istituto Bancario la restituzione di quanto dovuto, su tutti i conti correnti ad oggi aperti e su quelli chiusi da non più di 10 anni dalla data dell’analisi.  Le remore dell’imprenditore dunque, non fanno altro che facilitare il comportamento spesso scorretto delle banche, e dunque far si che si entri in prescrizione.

Attenzione: non intendiamo dire che le banche truffano sistematicamente il cliente. E’ bene invece sottolineare come la legge 108/96 consenta ad ogni imprenditore di fare una verifica ed in caso di anomalia , intervenire per il recupero del denaro.

Per ulteriori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo: consulting@ndbc.it 

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